Il Contesto

Il background di riferimento del progetto è chiaramente definito.
Il tema delle pari opportunità tra uomo e donna assume, oggi più che mai, una rilevanza in tutti gli ambiti sociali, culturali, politici e produttivi.

Lo specifico tema dell’occupazione e dell’imprenditoria femminile sono due ambiti di estremo interesse sia nell’ambito delle politiche comunitarie che nell’ambito delle politiche nazionali e locali.


Fonti della Camera di Commercio ci dicono che a livello nazionale il processo di crescita dell’occupazione femminile ha contrassegnato con forza gli ultimi due decenni del nostro paese, sia pure in modo non lineare e non certo privo di contraddizioni. Una fra tutte è il persistere della disoccupazione femminile.

La provincia di Arezzo è caratterizzata da elevati livelli assoluti di attività e quella della presenza femminile è particolarmente significativa.
Infatti il primo dato che si impone all’attenzione è la forte partecipazione femminile all’attività economica nella nostra provincia, migliorando il dato regionale già superiore a quello nazionale grazie al significativo apporto nelle seguenti attività:

  • servizi sociali
  • settore manifatturiero
  • specializzazione nei settori “leggeri” quali moda e oreficeria

Provincia e Regione appaiono forti soprattutto in materia di lavoro autonomo, da riferire ad attività artigianali, di piccolo commercio e di servizi personali.

E’ notevole anche la presenza di coadiuvanti, che sottolinea la presenza di imprese familiari nelle quali la donna occupa molto spesso un ruolo di supporto.

Ed è proprio in questo specifico ambito dell’impresa a conduzione familiare che il progetto intende operare, fornendo alle associazioni di rappresentanza, enti locali ed istituzioni pubbliche gli strumenti operativi per formare professionalità in grado di assistere le donne imprenditrici o aspiranti tali nella fase di trasmissione di impresa.


Ma all’interno del modello di sviluppo che si è connotato nel tempo come modello distrettuale aretino caratterizzato da produzioni tipiche (oro-moda-pelletteria), non si è adeguatamente manifestata una presenza dell’imprenditoria femminile quale sarebbe stato lecito ipotizzare.

Il Progetto, con una prima analisi territoriale di taglio sociologico, intende indagare anche questa serie di eventuali motivi-cause inibitorie ponendole a confronto con le motivazioni profonde che hanno dato origine al distretto aretino, in modo da contestualizzarle secondo una visione antropologicamente fondata.




ENGLISH VERSION


Preliminary Remarks:


Many researches demonstrate and quantify the dimension of the problem in the italian economy: about 30% of small and micro enterprises close for the lack of successors.
Thats means that, only in Lombardy, that started the Project we intent to transfer in other italian and european countries, 5.000 small enterprises close every year for this reason: 20.000 jobs less into the sector.

Also in a critical phase such as the transfer of a business the “gender gap” is evident and, otherwise, not enough analized and supported by the literature, by the learning people, by the associations who represent the entrepreneurs and, above all, the women entrepreneurs.

What we say with the project is that’s necessary a “gender approach” to the transmission of the enterprise (also in family business or not) because:

  • in a family business, if the heir is woman, she isn’t “supposed” to be a successor as a “male heir” is…also for entrepreneurial big dinasties…There is no “social” expectation in succession…The business dismission in less traumathic… The sale is undervalued…
    It is necessary to recognize the transfer in time and to introduce the heir into the business
  • in many cases women work in family business in “administrative and burocratic functions” that are considered relatively not strategic…Women often have no awareness to be an entrepreneur… Women are used to be a “supporter” not a decision maker
  • in a production family or small business it is supposed important that the heir or the new coming entrepreneur know manual labour (technical managerial approach).
    Often women don’t want to succeed in a “tipically man” business or in business “tipically man managed”.
    They also identify the producer with the entrepreneur and autoexclude themselves from the business.
  • the women entrepreneurs have a quite different approach to business start-up from the male collegues so it is quite difficult to succeed in “such a different enterprise and life project”.